SÒNI

Origini e cenni storici
 

La tradizione dei giochi dei birilli di montagna spesso viene portata avanti dalle associazioni di alpini. Questo gioco ha origini misteriose e per giocarci sono indispensabili un buon occhio e una buona mira.

Il sòni, per la modalità di gioco e per gli “attrezzi” usati, ricorda altri tre giochi: birilli, piastrelle e baccalìn. Un gioco simile lo troviamo anche tra le province di Padova e Treviso dove per l’appunto i birilli da abbattere sono detti zoni. Ludus ad zonos, Ludus zonorum è testimoniato a Venezia nel 1271 e 1290 dalla lapide secentesca presso le chiovere di San Rocco. Giuseppe Maria Mitelli, autore di un libro fondamentale per la storia del gioco, illustra nel 1702, con la didascalia “zun”, un gioco con uomini intenti a giocare a birilli.

Nel dizionario etimologico del dialetto veronese (M. Bondardo Cfp San Zeno, 1988) si legge che la parola soni o zoni deriva dalla voce latina cionu(s), la quale deriva a sua volta dal greco kìon, -ònos che significa colonna, probabilmente per la forma dei birilli, che ricorda effettivamente una colonna in miniatura.

 

Regole del gioco

Lo scopo del gioco del Sòni e abbattere dei birilli con delle piastrelle metalliche. I birilli (di legno) sono 4, sono alti 34 cm e posti su dei supporti a circa 20 cm da terra. Anche le piastrelle, dette siele, sono 4 e hanno un diametro di 8 cm e uno spessore di 1 cm I birilli devono cadere su colpo diretto della piastra lanciata e ciascuno ha un punteggio proprio: rispettivamente 1, 4, 2, 3 punti. Ogni giocatore ha a disposizione 4 piastre per ogni turno di lancio, che tira da una distanza di 12 metri . Vince chi nei 5 turni di lancio totalizza il maggior numero di punti.

 

Radicamento e diffusione nel territorio veneto

 

 

Come il gioco della burèa s’gèpera di Ponte della Priula, anche il gioco veronese dei Sòni viene praticato da una associazione di alpini e, più in particolare, dal Gruppo Alpini Bosco Chiesanuova. Bosco Chiesanuova è un comune di tradizione cimbra situato sui Monti Lessini a un'altitudine di circa 1200 m, terra in passato vocata all’alpeggio e alla produzione del carbone bianco, e che oggi è divenuta uno dei più importanti centri turistici della Lessinia.

I “Sòni” si giocano tuttora nella frazione di Arzarè e nel comune di Sant’Anna d’Alfaedo.

 

Sòni: Società censite
 

PROV. COMUNE SOCIETA'
VR Bosco Chiesanuova Gruppo Alpini Bosco Chiesanuova

 

 

Fonte dati: Associazione Giochi Antichi

 

 

Ultimo aggiornamento: 28-02-2020