TIRO ALLA FUNE

Origini e cenni storici
 

Il tiro alla fune trae le sue remote origini da cerimonie rituali, documentate in paesi molto lontani quali Birmania, Borneo, Corea, Nuova Zelanda, Congo e le Americhe. La documentazione del tiro alla fune come sport risale ad un’iscrizione egiziana del 2500 a.C. . Negli antichi giochi olimpici, il tiro alla fune era praticato sia come attività sportiva autonoma, sia come pratica di allenamento per altre discipline.

Questo sport è derivato dall’antico gioco greco "skaperdan elkin" (“trave bucata in mezzo”). La trave era affondata nella terra e attraverso il buco era fatto passare una corda alle cui estremità era attaccato, a ciascuno dei due capi, uno dei due avversari, aventi tutti e due il dorso rivolto alla trave. L'atleta che, tirando l’avversario, gli faceva toccare il dorso alla trave, risultava il vincitore. All’inizio il gioco fu individuale, poi furono aggiunti altri giocatori. Col tempo la trave scomparve e il gioco acquisì lo stato attuale.

Il tiro alla fune venne regolamentato con la creazione di squadre divise in tre categorie, a seconda del peso: leggeri (fino a Kg 68), medi o limitati (fino a Kg 80) e liberi (oltre gli 80 Kg).

Le squadre erano composte da otto giocatori per parte. La corda, di almeno 10 cm di circonferenza, doveva essere sufficientemente lunga in modo che tra un giocatore e l'altro vi fossero liberi 1,20 metri.

Si tracciavano poi in terra tre linee parallele a 1,83 metri l'una dall'altra; il nodo centrale della corda doveva corrispondere alla linea centrale, i concorrenti dovevano stare all'esterno delle altre due linee, a cui corrispondevano altri due nodi nella corda. Vinceva la squadra che fosse riuscita a portare la legatura della squadra avversaria al di sopra della propria linea.

Ogni gara si svolgeva in un numero di riprese stabilito all'inizio della competizione; in ogni ripresa si compivano tre tirate, dalla durata di otto minuti ciascuna; vinceva chi se ne attribuiva due.

Il tiro alla fune fu compreso nei programmi delle Olimpiadi di St. Louis (1904), Londra (1908), Stoccolma (1912) ed Anversa (1920).

 

Torre di Mosto: un’impresa d’altri tempi

Vale la pena di ricordare una vicenda del Veneto degli anni ’30 del secolo scorso, ricostruita con pazienza dagli storici appassionati e pubblicata nella rivista “Riva Granda” di Torre di Mosto (Ve).

Nel 1932 la sezione provinciale di Venezia dell'“Opera Nazionale Dopolavoro”, istituzione che abbracciava tutte le attività post-lavorative ed ogni forma di svago dell’epoca, si rivolse a Ruggero Galassini, daziere a Torre di Mosto, affinché organizzasse una formazione locale in grado di confrontarsi con la squadra di tiro alla fune dei Vigili Urbani d i Venezia, campioni nazionali.

Grazie anche alla mediazione del parroco, una quarantina di giovani accolse con entusiasmo la proposta. Venne quindi formata da Galassini, ora anche in veste di allenatore, una squadra di atleti per la categoria “medi o limitati” (massimo del peso, 80 kg), la stessa dei Vigili Urbani di Venezia.

Grazie ai costanti e intensi allenamenti (anche due-tre volte la settimana), la squadra non solo sbaragliò i veneziani, ma anche tutte le altre formazioni sia ai campionati provinciali, sia a quelli regionali.

Arrivati, pertanto, a gareggiare a livello nazionale, il 12 febbraio 1933, i torresani si aggiudicarono il III campionato di tiro alla fune, battendo i campioni in carica dell’anno precedente. 

Nei due anni successivi, il Torre di Mosto si laureò campione d’Italia, conservando il titolo nazionale anche nel 1934 e nel 1935.

L'inizio della guerra in Etiopia e l'imposizione delle sanzioni economiche all'Italia sul finire del 1935 contribuirono, però, in maniera determinante al declino di questo sport.

Da una decina d’anni a questa parte è ripresa a Torre di Mosto la tradizione del tiro alla fune durante i festeggiamenti per San Martino.

 

 

Regole del gioco

E’ una sfida a squadre composte da 8 giocatori ciascuna, detti tiratori, con l’obiettivo di trascinare gli avversari oltre la linea di centro segnata sul terreno.

 

Radicamento e diffusione nel territorio veneto

In Veneto sono presenti almeno una decina di associazioni sportive nelle province di Padova, Treviso, Venezia e Belluno. Il Veneto ospita varie attività agonistiche.

 

 

Tiro alla fune: Società censite
 

PROV.

COMUNE

SOCIETA'

BL

Feltre

Tiratori Fune Feltre

BL

Quero-Vas

Gruppo Sportivo Astra

PD

Campo San Martino

SS Dilettantistica US Busiago

TV

Castelfranco Veneto

ASTAF Yanchees A.S.D.

TV

Sernaglia della Battaglia

ATL Amici Tempo Libero Sernaglia

TV

Vazzola

TAF Vazzola A.S.D.

VE

Musile di Piave

A.S.D. Tiro alla fune città di Musile

VE

Scorzè

A.S.D. Tiro alla fune Canarini Scorzè

VE

Scorzè

A.S.D. Tiro alla fune Scorzè

 

Fonte dati: Federazione Italiana Giochi e Sport Tradizionali
 

Ultimo aggiornamento: 28-02-2020