I Musei si videoraccontano

Molti musei hanno scelto di farsi conoscere, di raccontare le loro specificità e il loro valore per la Cultura anche comunicando attraverso i video e le parole.
Qui a seguire le loro storie, esperienze, patrimoni... a disposizione di tutti i cittadini e tutti da scoprire


Università degli Studi di Padova – Museo di Scienze Archeologiche e d’Arte


Il museo universitario di antichità ed arte trae origine da alcune opere della collezione della famiglia Mantova Benavides (Padova, sec. XVI) le quali, acquisite agli inizi del XVIII secolo da Antonio Vallisneri senior, giunsero in Università nel 1733 per donazione. Tuttavia solo nel 1805 il museo di antichità iniziò una vita autonoma come museo didattico in relazione agli insegnamenti storico- antiquari e, in seguito, archeologici. Nel corso del tempo le raccolte furono arricchite da numerosi reperti, molti dei quali provenienti da donazioni o acquisizioni di collezioni private quali: Neumann, Gorga, Merlin e Lazzarini, altri da scavi nel territorio, altri infine in deposito da altri Musei/Istituzioni.

Oggi l’area espositiva è organizzata in 4 sezioni principali e 14 sale.

Vedi il sito del museo


Università degli Studi di Padova – Museo di Storia della Fisica

La raccolta del Museo di Storia della Fisica dell’Università di Padova propone al pubblico un viaggio attraverso la scienza di ieri e di oggi, dal Rinascimento fino ai nostri giorni. Caratterizzata da pezzi spesso unici o rarissimi, la collezione non solo racconta gli sviluppi del pensiero scientifico e della tecnologia, ma rappresenta anche una preziosa testimonianza delle attività di ricerca e didattica svolte all’Università di Padova nel campo della fisica dal Settecento a oggi. Gli strumenti stessi ci narrano le vicende degli scienziati, le loro idee, lo svolgersi dei loro esperimenti e l’intrecciarsi dei contatti che si stabilirono nelle varie epoche fra l’Università di Padova e la comunità scientifica italiana e internazionale. La raccolta nasce nel 1738 quando viene istituita a Padova la cattedra di filosofia sperimentale. Per la prima volta si propongono delle lezioni basate su esperimenti e dimostrazioni: si può parlare in termini moderni di “fisica sperimentale”.

Oggi il Museo ha tra le sue attività la salvaguardia degli strumenti più rilevanti della fisica padovana attuale con l’intento di mantenere viva, anche per le future generazioni, la propria identità di museo universitario, intimamente legato alla storia dell’Università di Padova e del suo territorio. Il percorso espositivo è illustrato da preziosi strumenti originali, da alcuni esperimenti interattivi e da simulazioni multimediali.

Vedi il sito del museo


Alla ricerca del Museo Archeologico Nazionale di Venezia perduto


L'attività didattica del Museo Archeologico Nazionale di Venezia è gratuita per tutte le scuole. Lo staff interno ha creato dei percorsi didattici fruibili dalla III elementare fino all'università. L'ingresso è anch'esso gratuito, previa prenotazione e consegna della lista dei partecipanti su carta intestata della scuola. Le scuole accedono da un ingresso diverso da quello riservato ai visitatori. Questo video vuole essere, in modo ironico e spiritoso, un tutorial per tutti gli insegnanti affinché non si perdano nei meandri di Piazza San Marco.

Vedi il sito del museo


Poli, Museo della Grappa - Bassano del Grappa, Schiavon (VI)


Il Poli Museo della Grappa, frutto di una lunga ed appassionata ricerca, è un atto di riconoscenza della Famiglia Poli nei confronti della Grappa. Lo scopo del Museo, composto dalle sedi di Bassano del Grappa e di Schiavon, è quello di diffondere la cultura della Grappa e di trasmettere le conoscenze sulla distillazione anche ai non addetti ai lavori.

La famiglia Poli da oltre un secolo produce Grappa e distillati con un antico alambicco in rame, portando avanti un obiettivo: far capire e apprezzare la fatica, la tenacia, ma soprattutto l'Amore racchiuso in un distillato, un Amore totale per la propria arte, per il proprio mondo, un Amore senza il quale nessun risultato sarà mai possibile.

Vedi il sito del museo


Università degli Studi di Padova - Museo Didattico di Medicina Veterinaria

Nato a metà degli anni ’90 del secolo scorso, il Museo è costituito da reperti ossei, collezioni e preparati di animali domestici e selvatici, normali e patologici. Seppure fra tutti Musei dell’Ateneo di Padova il Museo Didattico di Medicina Veterinaria sia quello di più recente istituzione, le sue raccolte sono numericamente e qualitativamente rilevanti. Il Museo è una finestra sul mondo dei vertebrati, ciascuno con le sue caratteristiche di dimensioni, struttura e adattamenti dell’ambiente colonizzato.

Oggi il Museo è inserito all’interno del Dipartimento BCA (Biomedicina Comparata e Alimentazione) e rappresenta un valido strumento didattico per gli studenti del Campus di Agripolis e sempre più sta diventando un punto di riferimento sul territorio per scuole, ricercatori, appassionati e semplici curiosi.

Vedi il sito del museo


Università degli Studi di Padova – Museo di Zoologia

Il Museo di Zoologia dell'Università di Padova, nato dalle ricche collezioni naturalistiche ed archeologiche raccolte dal professor Antonio Vallisneri (1661-1730), conserva reperti zoologici di grande interesse storico e scientifico, dall’olotipo della grande tartaruga liuto, la specie Dermochelys coriacea (Vandelli, 1761), all’importante collezione aracnologica di Giovanni Canestrini (1835-1900). La maggior parte degli esemplari ancora oggi conservati risalgono al XIX secolo mentre sono pochi gli esemplari ancora attribuibili al nucleo storico settecentesco.

Attualmente consta di quattro sale espositive aperte al pubblico, il cui allestimento è stato completato nel corso degli ultimi quindici anni, a seguito di un lungo lavoro di restauro delle collezioni e grazie al contributo di numerosi studenti e volontari. Attraverso tesi di laurea, borse e progetti mirati, è stata studiata e catalogata l’intera collezione dei vertebrati ed attualmente è in corso il completamento delle varie collezioni di invertebrati, in attesa della futura sede definitiva che vedrà confluire le collezioni naturalistiche dell’Ateneo, ad eccezione di quelle botaniche, nel Museo della Natura e dell’Uomo dell’Università di Padova.

Vedi il sito del museo


Università degli Studi di Padova - Museo di Mineralogia

Le collezioni del museo di mineralogia di Padova seguono in parte un percorso storico, caratterizzato dagli esemplari ottocenteschi acquisiti da Catullo e da Omboni per lo più facenti parti di giacimenti coltivati in Italia e in Europa all’epoca, oggi praticamente scomparsi. Negli anni del Novecento del secolo scorso Angelo Banchi con l’acquisizione della collezione Gasser e di notevoli esemplari prosegue l’opera di arricchimento delle singole collezioni prediligendo anche l’aspetto puramente estetico con esemplari prestigiosi ad arricchire le vetrine espositive del museo.

Oggi prosegue l’opera di acquisizione focalizzata sugli aspetti sia storici, ma anche scientifici ed espositivi arricchendo le collezioni di nuovi campioni provenienti sia da nuovi giacimenti sia di specie mineralogiche nuove per la scienza. Tra le missioni del museo di mineralogia vi è arricchire il patrimonio mineralogico.

Vedi il sito del museo


Università degli Studi di Padova - Museo di Macchine “Enrico Bernardi”

Nel Museo di macchine “Enrico Bernardi” sono conservati i principali esemplari di motore a combustione interna che hanno segnato la storia motoristica in Europa nella seconda metà del XIX secolo. Tutti i reperti esposti: dal motore atmosferico (1878) alla motrice Pia - a semplice e doppio effetto (1882-1884) - funzionate secondo un ciclo misto ad azione diretta ed atmosferico, dagli esemplari di motore Lauro a 4 tempi (1887-1896) al carello mono-ruota per sospingere una comune bicicletta (1893) - soluzione che anticipa i moderni motoscooter - fino alla vettura a 3 ruote (1894), sono stati costruiti da Enrico Bernardi.

Nel Museo sono altresì conservati alcuni quaderni autografi nei quali il Bernardi annotava le sue idee e i risultati delle sue ricerche, insieme ad alcuni disegni di componenti dei motori esposti.

Il Museo, in linea con gli indirizzi più recenti della museologia, consente ai visitatori diversi livelli di lettura: dai filmati video agli approfondimenti tecnici sui singoli reperti esposti mediante l’ausilio di schermi interattivi.

Vedi il sito del museo


Università degli Studi di Padova – Museo di Geologia e Paleontologia
 

Il Museo di Geologia e Paleontologia come la maggior parte dei musei universitari padovani, ha origine per distacco dal nucleo originario del museo vallisneriano. Questa scissione avvenne nel 1869, quando la cattedra di Storia Naturale Speciale venne divisa in due: cattedra di Mineralogia e Geologia e cattedra di Zoologia e Anatomia Comparata.

Nel 2007 il dipartimento di Geologia, Paleontologia e Geofisica venne fuso con quello di Mineralogia e Petrologia, che si trovava in un edifico attiguo e comunicante; fu così creato il dipartimento di Geoscienze. Nell’ottobre 2010 il dipartimento di Geoscienze si è trasferito nel nuovo edificio di Via G. Gradenigo, liberando ampi spazi che verranno occupati dalle sale del nuovo Museo della Natura e dell'Uomo, nel quale verranno riunite le collezioni degli attuali musei di Mineralogia e Petrografia, Geologia e Paleontologia, Zoologia e Antropologia.

Vedi il sito del museo


Università degli Studi di Padova – Museo di Antropologia

L’Uomo è il protagonista nelle collezioni del Museo: dalle sue origini da un gruppo di scimmie adattate a camminare su due gambe, alle sue più antiche produzioni di strumenti in pietra e metallo, fino al suo lungo viaggio, iniziato in Africa, che lo ha portato in ogni angolo della Terra. Il Museo conserva importanti reperti scheletrici umani preistorici e molti reperti di interesse archeologico, nonché preziose collezioni etnografiche che testimoniano la ricchezza espressiva di molte culture umane.

Il Museo è aperto per studiosi e ricercatori previo appuntamento con il conservatore e offre laboratori didattici per le scuole.

Vedi il sito del museo


Università degli Studi di Padova – Museo dell’Educazione

Il Museo dell’Educazione – formalmente costituito nel 1993 come espressione della specifica, secolare vocazione dell’Ateneo di Padova per gli studi storico educativi – venne fondato con l’obiettivo di raccogliere, tutelare, studiare ed esporre i beni culturali relativi alla storia dell’educazione, intesa come fenomeno complesso che si realizza non solo nella scuola ma in tutte quelle istituzioni (famiglia, palestra, chiesa, associazioni) che concorrono alla formazione dell’individuo nell’arco di tempo che va dalla nascita all’ingresso nella vita adulta.

Nel Museo, che vanta oggi un patrimonio tra i più ricchi d’Europa, si possono trovare libri e giocattoli, foto e quaderni, sussidi didattici e arredi scolastici, registri e pagelle, diplomi di laurea e papiri, inchiostri e pennini non semplicemente raccolti ma scientificamente selezionati per documentare come, dall’Ottocento ad oggi, le giovani generazioni siano state “educate”.

Attivo nella didattica destinata agli studenti universitari, si propone, da sempre, come laboratorio didattico per le scuole di ogni ordine e grado organizzando visite guidate e laboratori nei quali il contatto diretto con il documento storico diventa la chiave per comprendere fatti e momenti del passato.

Vedi il sito del museo


Università degli Studi di Padova - Museo Botanico

Il Museo comprende l’Erbario e una serie di collezioni di frutti, semi, modellini, tabelloni didattici, legni, funghi, licheni e tutto ciò che, in qualche modo, è collegato con il Regno Vegetale. La nascita ufficiale dell’Erbario è il 1835 quando l’allora Prefetto dell’Orto botanico, Giuseppe Antonio Bonato, dovendo andare in pensione, decide di donare tutte le sue raccolte all’Ateneo Patavino. Questo primo nucleo di piante essiccate si è nel tempo arricchito di migliaia di esemplari provenienti da tutto il mondo grazie a donazioni e acquisti tanto da farne, attualmente, il quarto Erbario italiano per quantità di materiale.

Visitato soprattutto dalle scolaresche, ospita ogni anno numerosi studiosi sia italiani sia stranieri che trovano, in queste collezioni, basi storiche per i loro studi.

Vedi il sito del museo


Museo Etnografico - Seravella di Cesiomaggiore (BL)

Il Museo etnografico di Seravella è collocato in uno scenario suggestivo ai piedi del Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi, riconosciute dall’Unesco Patrimonio dell’Umanità.

E' considerato a livello regionale come struttura pilota nel settore dei musei etnografici, soprattutto per le molteplici attività di ricerca e catalogazione condotte nel territorio della provincia di Belluno, nonché per le iniziative di valorizzazione del patrimonio etnografico provinciale. Il video è prodotto e realizzato da Telebelluno.

Vedi il sito del museo


Museo Toni Benetton - Mogliano Veneto (TV)

Il museo Toni Benetton nasce nel 2000 dalla volontà della famiglia Benetton di mantenere vivo lo spirito con cui il Maestro aveva acquistato Villa Marignana: raccogliere le proprie opere e renderle fruibili ed accessibili. Il Museo ha sede a Marocco di Mogliano Veneto in provincia di Treviso ed ospita i capolavori di Toni Benetton, scultore del ‘900 che scelse come mezzo privilegiato del suo linguaggio il ferro.

La collezione del Museo comprende le opere giovanili e si estende fino alle ultime produzioni, collocate anche nell’immenso e suggestivo Parco di Villa Marignana Benetton. Qui, in uno spazio di oltre 20.000 mq, tra alberi secolari, sono più di sessanta le opere, tra cui le Macrosculture, che accompagnano il visitatore in questo “sentiero” culturale.

Percorrere le sale del Museo e passeggiare tra Arte e Natura nel Parco, offre l’intensa esperienza di un viaggio nella storia personale e professionale del Maestro Toni Benetton.

Vedi il sito del museo


Casa natale Tiziano Vecellio a Pieve di Cadore

A Pieve l'antica dimora del pittore cadorino Tiziano Vecellio è "luogo del cuore” del quale la Magnifica Comunità di Cadore ha la responsabilità, verso l’umanità, della custodia.

Vedi il sito del museo


Rete Museale del Cadore

La Rete Museale Cadore Dolomiti, finanziata nell’ambito del programma Interreg IV Italia Austria progetto Ad Museum, nasce nel febbraio 2013 con l’intento di valorizzare al meglio il ricco e articolato patrimonio museale locale.

Hanno aderito alla Rete 9 realtà locali, grandi e piccole, che hanno fatto propria, dopo una lunga fase preparatoria, la consapevolezza che lavorare insieme consente di programmare e coordinare più efficacemente le attività di promozione e di valorizzazione e di sviluppare su larga scala l’applicazione degli standard di qualità; di realizzare le economie necessarie per raggiungere questi obiettivi. La Magnifica Comunità di Cadore, Ente capofila, è un' antica istituzione, affermata di fatto già nel Trecento.

Vedi il sito del museo


Museo dei Pianoforti antichi, Arquà Petrarca (PD)

In alcune sale della sede della Fondazione Musicale Masiero e Centanin in via degli Ulivi 12 ad Arquà Petrarca è esposta una collezione di pianoforti del XVIII e XIX secolo di famosi costruttori tedeschi, inglesi, francesi ed italiani. Sono presenti fortepiani e pianoforti a coda, a tavolo, verticali e di altre forme inconsuete che appartengono in parte alla Fondazione Musicale Masiero e Centanin ed in parte provengono da collezioni private.

Nel Museo è esposta anche una collezione di stampe antiche a soggetto musicale di alcuni famosi incisori del periodo compreso fra il XVI e il XIX secolo, fra i quali Amman Jost, William Hogarth, Aveline, Bartolozzi, Remondini, J. G. Wille, Dequevauviller, Rops. Le stampe raffigurano ritratti di musicisti e musicologi, personaggi reali e mitologici legati alla musica, strumenti musicali antichi, suonatori di strumento, scene di concerti e accademie musicali.

Vedi il sito del museo


Museo Naturalistico Didattico Patrizio Rigoni Asiago (VI)

il Museo si propone come polo naturalistico-didattico in grado di mantenere vivo nella popolazione l’interesse per i fatti della natura non solo in ambito locale.Il Laboratorio Didattico Ambientale è uno strumento di promozione, conoscenza e difesa del patrimonio naturalistico, ambientale, storico dell’Altopiano dei 7 Comuni.

La sua sede organizzativa è l’Ufficio al Patrimonio ed Ambiente del Comune di Asiago. La sede operativa è il Museo Naturalistico Didattico di Asiago. Dal 2016 il Museo fa parte di Musei AltoVicentino, un progetto culturale per la promozione delle attività di un insieme di musei espressione di un’area vasta e complessa della provincia di Vicenza.

Vedi il sito del museo


Museo Civico della Ceramica Giuseppe De Fabris, Nove (VI)

Famoso sin dal Settecento per la produzione di ceramiche artistiche, Nove, comune del Vicentino attraversato dal Brenta ai confini con Bassano del Grappa e Marostica, ha inaugurato nell'aprile del 1995 il Museo della Ceramica.

Ricavato nell'elegante sede di Palazzo De Fabris, che fino a qualche anno fa ospitava il locale Istituto d'Arte per la Ceramica, il Museo vuole proporsi come luogo di studio e di incontro per quanti vogliono conoscere o approfondire l'arte della ceramica.

Vedi il sito del museo


Museo del Volo al Castello di san Pelagio

Inaugurato il 20 settembre 1980, grazie all’impegno della Famiglia Avesani Zaborra, proprietaria della struttura, e di Maria Fede Caproni, il Museo del Volo è situato all’interno del Castello di San Pelagio e negli ampi spazi esterni. Il Castello sorge a Due Carrare in provincia di Padova. Il Museo ripercorre l’evoluzione del volo umano attraverso sezioni tematiche dedicate ai primi studi sul volo con i miti, i precursori, i pionieri e l’evoluzione delle macchine volanti: mongolfiere, dirigibili, aeroplani, idrovolanti e mezzi spaziali.

Una sezione di rilievo è stata riservata al più leggendario raid aereo di tutti i tempi: il Volo su Vienna di Gabriele D’Annunzio ideato e realizzato al Castello di San Pelagio.

Vedi il sito del museo


Seta terra acqua Casa Museo Lucio Andrich

Il video è una passeggiata in barca nella laguna attorno all'isola di Torcello, accompagnati dalle opere di Clementina e Lucio Andrich, sottolineando così il paesaggio che ha inspirato i due artisti. La colonna sonora è di Baldassare Galuppi, detto il Buranello, e di Monteverdi le cui ossa riposano nell'ossario di San Ariano dietro Torcello. Le opere di Clementina e Lucio Andrich rappresentate in video sono esposte in Casa Museo Andrich sull'isola di Torcello.

La visita è possibile solo previa prenotazione da effettuarsi sulla pagina web. L'isola di Torcello è raggiungibile in vaporetto con la linea 12 del ACTV di Venezia da Venezia Cavallno - Treporti - Punta Sabbioni oppure con la linea privata da Altino.

Vedi il sito del museo


Collezione Peggy Guggenheim

Un angolo d’arte e quiete nel cuore di Venezia. Immergetevi nell’atmosfera della Collezione Peggy Guggenheim, dimora di una grande collezionista del XX secolo, e scoprite i capolavori di Kandinsky, Picasso, Dalí, Magritte, de Chirico, Giacometti, Pollock, e tanti altri maestri del Novecento.

Vedi il sito del museo


Magia della Visione Storia del Museo del Precinema di Padova

Il Museo del Precinema di Padova rappresenta un unicum nel panorama dei musei non solo italiani e, per la varietà degli oggetti esposti, incanta quasi fosse una Wunderkammer (camera delle meraviglie).

E' stato fondato dalla studiosa e collezionista Laura Minici Zotti nel 1998 ed è ospitato in palazzo Angeli, in Prato della Valle, proprietà del Comune di Padova che collabora nel mantenere vivo questo museo straordinario.

Vedi il sito del museo


MUSME - La medicina come non l'hai mai vista

Il MUSME, inaugurato il 5 giugno 2015, è già considerato un’eccellenza a livello nazionale. Si tratta di un museo di nuova generazione che racconta, con linguaggio rigoroso ma accattivante, lo straordinario percorso della Medicina da disciplina antica a scienza moderna, con particolare attenzione alla storia della Scuola medica padovana. In equilibrio tra passato e futuro, il MUSME rivoluziona il concetto di Museo scientifico, coniugando Storia e Tecnologia.

Vedi il sito del museo


Ultimo aggiornamento: 19-06-2020